Reggio Emilia, i dati choc: in un solo anno stranieri irregolari aumentati del 236%

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FONTE: ARTICOLO DE GAZZETTA DI REGGIO A CURA DI ROBERTO FONTANILI

Reggio Emilia, i dati choc: in un solo anno stranieri irregolari aumentati del 236%

REGGIO EMILIA. Gli irregolari stranieri che vivono per strada in un anno a Reggio sono aumentati del 236%. Un centinaio in tutto (anche se non esistono dati certi), molti dei quali ricoverati o meglio accampati tra i capannoni abbandonati delle ex Reggiane.

Tra loro anche i migranti che sono fuoriusciti dalla procedura per la richiesta di asilo, perché il progetto di accoglienza è stato revocato o perché ancora in attesa dell’audizione della Commissione territoriale competente. Oppure perché dopo un primo giudizio negativo hanno presentato ricorso.

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Altri irregolari sono invece coloro che dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno non hanno trovato un lavoro e un inserimento sociale; altri ancora invece sono quelli che sono scivolati nella marginalità per aver perduto il posto di lavoro. Tante facce di uno stesso disagio che vede molte di queste persone diventare prigioniere di dipendenze da cannabis, alcol, colpite da depressione o disagio mentale, proprio a causa di questa marginalizzazione.

Un fenomeno che colpisce gli irregolari di Reggio come quelli di altre città, con la nostra che è spesso solo una tappa di avvicinamento o di transito alle frontiere del nord Europa, dove spesso vengono poi respinti. Il problema è stato sottolineato sabato scorso nel corso dell’incontro “Fuori dal Ghetto”: «La nostra città, dopo avere ristrutturato e recuperato la stazione di Santa Croce (sede anche dell’associazione Città Migrante, ndr), ora deve trovare una soluzione per fare uscire queste persone dall’irregolarità, altrimenti il loro numero è destinato a salire anche a Reggio».

Questa la previsione dei partecipanti all’incontro. Tra loro numerosi esponenti di associazioni che si occupano di immigrazione a partire da Città Migrante, Medici Senza Frontiere, Unità di Strada della Papa Giovanni XXIII. Presente anche don Daniele Simonazzi (il primo a farsi carico della situazione delle ex Reggiane), rappresentanti di alcune coop sociali e il vice sindaco e assessore al Welfare, Matteo Sassi, chiamato a rispondere alle richieste di aiuto rivolte all’amministrazione comunale.

A Sassi è stato soprattutto chiesto un intervento diretto per favorire percorsi di inclusione facendosi tramite con la Questura affinché sia riconosciuto il domicilio legale a queste persone nelle sedi delle associazioni riconosciute.

Lo scopo è poter così garantire ai migranti tutti i diritti connessi a tale condizione, che invece vengono definitivamente persi nel momento in cui queste persone entrano in clandestinità e vivono ai margini della società.

Una richiesta condivisa da Sassi, che però ha sottolineato «la difficoltà a farla accogliere nella nostra città dagli uffici periferici dello Stato». Le altre richieste avanzate sono state quelle di promuovere percorsi reali di inserimento, politiche di housing sociale (ovvero la concessione di un’abitazione come punto di partenza per un percorso di inserimento sociale) e servizi per garantire almeno quelli essenziali, primo fra tutti la salute, con un’azione di prevenzione che non riguarda solo i migranti irregolari ma tutti i cittadini.

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