Fuorni (SA) l’allarme dei cittadini: “Il centro d’accoglienza base di prostitute e spaccio”

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FUORNI, CENTRO D’ACCOGLIENZA FUORI CONTROLLO TRA PROSTITUZIONE E SPACCIO DI DROGA

I cittadini ci segnalano la situazione indecente causata dall’immigrazione di massa incontrollata

Un follower della nostra pagina ci scrive per segnalarci la vergognosa situazione di Fuorni (SA)

Salve a tutti vi scrivo per informarvi di un fatto grave, a Fuorni in Via delle Calabrie (che fa parte di Salerno) c’è un centro di accoglienza migranti. Da quando questi presunti profughi sono arrivati in Paese, ragazze prostitute girovagano ovunque, è un degrado umano totale. Si prostituiscono anche incinte e coi neonati al seguito. È vergognoso. Abbiamo segnalato ai Carabinieri ed alla Questura, ma controlli non ce ne sono, è uno schifo assoluto, se potete scrivete qualcosa. Si trovano anche nel parcheggio del supermercato, nei bar, centri scommesse e sale slot, caffetterie, insomma ovunque.

Il grido di aiuto lanciato da questo cittadino ci lascia sgomenti. Il signore ci tiene a sottolineare che questo centro d’accoglienza

“È un centro di prostituzione nigeriana al 100%”

Segnala anche che “andrebbe chiuso soprattutto per il bene di queste ragazze, molte delle quali minorenni. Si prostituiscono anche con pensionati, clienti di un noto bar della zona. C’è un soggetto che possiede un’auto grigia metallizzata lui ha più di 60 anni e va con queste ragazzine. Senza contare che vedere quei neonati appesi dietro le loro spalle fa paura io sono padre e nonno, mi vergogno di questi uomini. Le ragazze si vendono per 10/20 euro senza protezione, alcuni uomini sono stati anche ricoverati nel reparto urogia poiché alcune ragazze si sospetta siano malate a causa della scarsa igiene e della mancanza di metodi contraccettivi validi.

Alcuni giornali hanno trattato in passato le problematiche relative all’accoglienza migranti, come si legge in un articolo de La città di Salerno del 27/09/2017

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“Un tavolo tecnico per ridefinire la situazione dei migranti ospitati presso il centro di accoglienza di Fuorni. È quanto emerso dalla riunione della commissione Politiche sociali presieduta dal consigliere Nico Mazzeo. All’indomani della protesta dei migranti che lamentavano scarse condizioni igienico sanitarie, cibo scadente e sovraffollamento della struttura, l’amministrazione comunale vuole vederci chiaro in una vicenda che sta creando non pochi problemi, soprattutto ai residenti della zona: «Riceviamo continue segnalazioni – ha spiegato il consigliere Mazzeo – da parte dei cittadini che ci hanno rappresentato le criticità che si sono palesate nel corso delle settimane. Ne abbiamo preso atto, anche a fronte della protesta, seppure sparuta, di un gruppo di migranti, ed abbiamo deciso di incontrare i gestori della struttura che, ci tengo a chiarire, non è a gestione comunale, ma sotto l’egida della Prefettura e della Caritas di Teggiano che poi, a sua volta, ha subordinato la gestione ad una cooperativa». “Il Sentiero”, questo il nome della coop, è la naturale trasformazione dell’omonima associazione nata a Teggiano nel 1994 per volere di don Vincenzo Federico. Nata come ente gestore della Caritas diocesana di Teggiano-Policastro, nell’arco temporale di oltre venti anni, ha operato sul territorio campano ed in particolar modo nel Vallo di Diano mettendo in campo azioni progettuali di assistenza e accoglienza nei confronti di migranti, minori, anziani, disabili fisici e psichici ed opera nella gestione di Cas, Centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo nell’ambito di convenzione con la Prefettura di Salerno, di strutture Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) con gli enti locali. Il presidente Fiore Marotta ha presenziato insieme a don Vincenzo Federico ed alla coordinatrice del centro Simona Fumo all’incontro con la commissione comunale: «Abbiamo chiesto – dice Mazzeo – che ci venisse illustrata l’organizzazione della struttura, che si divide su tre piani, quindi su una superficie molto ampia. Ci è stato riferito che i migranti ospitati, tutti richiedenti asilo, sono per lo più nuclei familiari, tra cui 10 bambini di cui 7 nati a Salerno di cui si conosce la provenienza, seppure di etnie diverse. Sono sistemati in camere multiple, 5 per ogni stanza, in totale parliamo di 110 persone. Ci è stato assicurato che sono sorvegliati da dieci operatori dell’associazione, che a turno, vigilano affinché tutto vada per il verso giusto. Possono uscire liberamente, seppure esiste un registro cartaceo utile a monitorare gli ingressi e le uscite di ognuno. I rifugiati non possono essere controllati, sono liberi ed hanno la facoltà di rimanere fuori dal centro fino a tre notti di seguito, dopodiché scattano le segnalazioni alla Prefettura». La situazione, nonostante pare essere sotto controllo, desta però la preoccupazione non solo dei residenti che hanno più volte manifestato il proprio dissenso, soprattutto per la mancanza di sorveglianza specifica, effettuata quindi dalle forze di polizia, ma soprattutto per il lungo periodo in cui i rifugiati resteranno in città: «Questo è l’unico e solo centro di accoglienza della nostra città– conclude il consigliere Mazzeo – ma nonostante ciò, considerato l’iter previsto in questi casi che prevede un tempo per l’orientamento e per l’insegnamento della lingua italiana per poi passare allo Sprar, che è il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati con l’inserimento nella società e nel mondo del lavoro per un periodo che può raggiungere al massimo i due anni, abbiamo proposto maggiori controlli per consentire ai residenti di Fuorni di stare tranquilli e poi valuteremo, le eventuali soluzioni alternative per cercare di ridurre il numero di persone presenti nella struttura».”

In un altro articolo del 23 dicembre 2017 de Le Cronache di Salerno leggiamo

“Visita a sorpresa dei carabinieri al Centro di accoglienza Ostaglio di Fuorni, lo stesso che qualche giorno fa fu oggetto di un servizio dell’inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete. Controlli e verifiche di documenti sono ancora in corso, soprattutto per quanto concerne l’aspetto amministrativo. Ieri mattina, i carabinieri del nucleo antisofisticazione unitamente ai colleghi della stazione di Mercatello e del Nucleo ispettorato lavoro dell’Arma – gruppo di Salerno. Al momento sulle verifiche, ancora in corso, vi è il massimo riserbo da parte degli investigatori. Secondo alcune indiscrezioni, sembra che i militari abbiano trovato una situazione igienico sanitaria e di accoglienza accettabile. Non sarebbe stata riscontrata alcuna irregolarità, fatta eccezione per il sovraffollamento di una sola stanza. E’ stato accertato che la struttura, un tempo edificio scolastico, è di proprietà del Comune di Salerno che l’ha ceduto in gestione alla società cooperativa Cassiopea. Nei prossimi giorni i militari acquisiranno, presso gli uffici comunali, la convenzione sottoscritta tra ente e cooperativa.
In totale sono 42 gli ospiti della struttura suddivisi in 4 per stanza (fatta eccezione per quella in sovraffollamento). Ogni ospite versa dieci euro al giorno alla cooperativa che fornisce tutti i servizi essenziali: acqua, docce calde, stufe e termosifoni ( con accensione a partire dalle ore 17). Ogni ospite ha anche a disposizione una cucina per la preparazione di pasti caldi. Una situazione che pur non essendo da hotel o albergo può essere considerata soddisfacente.
E, se la visita ispettiva può dirsi conclusa, non lo è l’accertamto amministrativo sia inerente la convezione stipulata con il Comune di Salerno che per quanto concerne il rapporto di lavoro che la cooperativa ha instaurato con alcuni degli addetti alla struttura.
Per avere un quadro completo della situazione bisognerà aspettare l’esito delle verifiche di natura amministrativa.
Al momento, stando alle indiscrezioni trapelate, possiamo solo affermare che la situazioni non è proprio come è stata raccontata tenendo conto che non si tratta di un hotel ma di un centro di accoglienza.”

Insomma, nonostante l’intervento di giornalisti e Carabinieri la situazione sembra non essere mutata per nulla. Chiediamo a nome di tutta Fuorni che le istituzioni intervengano al più presto per porre fine a questo degrado dilagante causato da un’immigrazione incontrollata.

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